2h fa
Il Giappone approva una riforma della normativa crypto: applicate le regole della finanza tradizionale
Il Giappone ha approvato una revisione della legge sulle criptovalute che cambia il modo in cui gli asset digitali vengono inquadrati nel perimetro normativo. Secondo quanto riportato da Nikkei, il Parlamento ha dato il via libera mercoledì a modifiche che spostano l'approccio dal Payment Services Act (PSA) al Financial Instruments and Exchange Act (FIEA), avvicinando il comparto crypto alle regole della finanza tradizionale. L'obiettivo è rafforzare la vigilanza sugli operatori attivi nel Paese, introdurre misure a tutela dell'integrità del mercato e irrigidire requisiti di registrazione e compliance.
Punti chiave
- Le modifiche approvate qualificano le crypto come asset finanziari ai sensi del FIEA, superando l'impostazione centrata sul PSA.
- Arrivano limiti all'insider trading per emittenti, exchange e altri partecipanti che dispongono di informazioni rilevanti non pubbliche.
- Aumentano in modo significativo le sanzioni per chi opera senza registrazione.
- Le società crypto registrate potrebbero essere riclassificate, con un allineamento di terminologia e presidi di controllo a quelli della regolamentazione finanziaria tradizionale.
Dalle regole sui pagamenti a un quadro da asset finanziari
In precedenza, il trattamento regolamentare delle crypto in Giappone era incardinato soprattutto nel PSA, che tendeva a leggere gli asset digitali come strumenti legati ai pagamenti. Con la revisione, riporta Nikkei, la classificazione passa al FIEA, con implicazioni dirette sul disegno dei presidi di conformità. L'ingresso nel perimetro FIEA porta con sé aspettative più tipiche dei mercati di intermediazione e trading: condotta di mercato, disclosure e supervisione.
Stop all'insider trading e standard più severi sull'integrità del mercato
Le nuove regole irrigidiscono i requisiti di condotta lungo tutta la filiera. Come descritto da Nikkei, emittenti, exchange e altri operatori non potranno negoziare quando sono a conoscenza di informazioni rilevanti non divulgate. L'impianto ricalca le restrizioni sull'insider trading adottate nella finanza tradizionale. Per gli intermediari questo può tradursi in controlli operativi più stringenti: tracciamento e gestione delle informazioni price sensitive, definizione di chi può accedervi, procedure di trading in prossimità di eventi societari significativi. Pur non essendo dettagliati qui i meccanismi applicativi, l'introduzione della norma segnala l'intenzione di portare i mercati crypto sotto standard di correttezza e integrità analoghi a quelli dei mercati regolamentati di titoli e derivati.
Sanzioni più pesanti per chi opera senza registrazione
La riforma aumenterebbe anche le conseguenze per le società che svolgono attività senza la registrazione richiesta. Nikkei indica che la pena detentiva massima potrebbe salire da tre a 10 anni e le multe passare da circa 3 milioni di yen (circa 19.000 dollari) a circa 10 milioni di yen. Per le violazioni di insider trading, il report cita sanzioni fino a cinque anni di carcere, multe fino a 5 milioni di yen, o entrambe. In termini pratici, cresce il rischio legale per operatori non conformi e per chiunque effettui operazioni o influenzi le negoziazioni senza controlli coerenti con il nuovo quadro.
Riclassificazione degli operatori e trend di "allineamento TradFi"
Oltre agli interventi sostanziali, il pacchetto prevederebbe un aggiornamento della terminologia per gli operatori registrati: da "cryptocurrency exchange" a "cryptocurrency trading company", a riflettere un ruolo più ampio attribuito al settore. L'impostazione si inserisce in una tendenza internazionale: invece di creare regimi separati, molte giurisdizioni riconducono le attività su asset digitali a categorie già previste dalla regolamentazione finanziaria esistente. Cointelegraph ha richiamato dinamiche simili in altre aree, tra cui una bozza di linee guida dell'autorità fiscale sudafricana su come le regole tributarie vigenti si applichino alle crypto. Negli Stati Uniti, le autorità continuano a chiarire l'applicabilità dei framework su securities e commodities a diverse attività legate agli asset digitali, segnalando che la direzione "crypto come finanza" non è un caso isolato.
Implicazioni per operatori e investitori
Per exchange e intermediari, la sfida immediata è operativa: adeguare sistemi e procedure a un impianto più vicino a quello dei mercati tradizionali. Questo può significare maggiore supervisione, documentazione più rigorosa delle informazioni rilevanti e controlli più robusti su chi può negoziare e in quali momenti. Per gli investitori, l'effetto principale atteso riguarda la prevedibilità: regole di condotta e sanzioni simili a quelle dei mercati consolidati possono rafforzare la fiducia negli standard di integrità.
Resta centrale la fase di implementazione. Saranno determinanti eventuali indicazioni successive su requisiti di registrazione, aspettative di compliance per exchange ed emittenti e interpretazione pratica di cosa costituisca "informazione rilevante". Da questi elementi dipenderanno tempi e modalità della transizione del mercato crypto giapponese al nuovo quadro e l'eventuale emersione di gap di conformità.
Questo articolo è stato pubblicato originariamente con il titolo "Japan Enacts Crypto Regulatory Overhaul to Apply Financial Rules" su Crypto Breaking News.