44m fa
La Fed porta i tassi al 4% con l'inflazione ancora alta: reazione positiva delle cripto
Cosa sapere
La Federal Reserve ha aumentato i tassi al 4%, ritenendo che un'inflazione ancora elevata pesi più della solidità della crescita, della tenuta dei consumi e della stabilità del mercato del lavoro. Dopo la decisione, Bitcoin è tornato sopra quota 76.000 dollari, mentre Ethereum, Solana e XRP hanno guadagnato ciascuno oltre l'1% nelle contrattazioni successive. I rendimenti dei Treasury sono rimasti su livelli alti: gli investitori guardano ora ai prossimi dati sull'inflazione e alla possibilità di un ulteriore rialzo nella riunione di ottobre.
Mercoledì la Fed ha alzato i tassi di 25 punti base, portando il corridoio al 3,75%–4%. Il voto è stato unanime e segna il primo incremento da luglio 2023, confermando la priorità di riportare l'inflazione verso l'obiettivo del 2%. Con i prezzi ancora sopra quel livello, i responsabili di politica monetaria hanno scelto un orientamento più restrittivo nonostante crescita economica solida, consumi resilienti e investimenti aziendali robusti.
La mossa interrompe la traiettoria avviata a settembre 2024, quando erano iniziati i tagli al costo del denaro. Entro fine 2025, quelle riduzioni avevano riportato il range dei federal funds tra 3,50% e 3,75%.
I mercati avevano già scontato in gran parte l'esito, limitando la volatilità su criptovalute, azioni, titoli di Stato e metalli preziosi. Secondo i dati CME FedWatch, i trader attribuivano una probabilità dell'88% a un rialzo di un quarto di punto. Sulla riunione di ottobre resta incertezza: i futures indicavano circa il 54% di probabilità che la Fed lasci invariato l'intervallo.
Bitcoin rimbalza dopo l'annuncio
Prima della comunicazione, Bitcoin scambiava attorno a 75.500 dollari, in calo di circa il 5% da lunedì tra timori regolatori e attese sulla politica monetaria. Nello stesso periodo Ethereum ha perso oltre l'8%, mentre Solana trattava intorno a 96 dollari prima del comunicato. XRP passava di mano vicino a 1,26 dollari, in flessione di circa il 15% dall'inizio della settimana.
Successivamente Bitcoin ha superato 76.000 dollari, con i trader che hanno giudicato il rialzo ampiamente incorporato nei prezzi. Anche Ethereum, Solana e XRP sono saliti di oltre l'1%, segnale che una minore incertezza sulla traiettoria dei tassi ha riacceso l'interesse per gli asset più rischiosi.
Rendimenti e inflazione al centro delle prossime mosse
Anche il mercato dei Treasury è rimasto sotto pressione: martedì il rendimento del decennale ha oltrepassato il 5%, massimo dal 2007. In seguito è sceso verso il 4,95%, ma rendimenti governativi elevati continuano a rappresentare un ostacolo per criptovalute e azioni.
L'oro è sceso di circa il 3,5% rispetto ai livelli di inizio settembre, mentre l'argento ha registrato un calo stimato intorno al 4% nello stesso periodo.
Gli investitori seguiranno inflazione, occupazione, spesa e rendimenti dei Treasury per capire se a ottobre possa arrivare un altro rialzo. Un'inflazione persistente potrebbe sostenere ulteriori strette, anche se tassi più alti potrebbero col tempo indebolire la domanda dei consumatori, gli investimenti e l'attività economica complessiva.