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Bitcoin supera quota 81.000 dollari mentre l'oro corre verso un massimo da 27 anni
Bitcoin (BTC) ha toccato martedì un massimo intraday di 81.165 dollari, per poi ripiegare a 80.792 dollari: +4,5% nelle ultime 24 ore. In parallelo, l'oro è salito ai livelli più alti da oltre tre mesi. A spingere entrambi gli asset sono gli stessi fattori macro: dollaro USA più debole e rendimenti obbligazionari in calo, che stanno attirando flussi sia sul metallo giallo sia sulle criptovalute. Il mercato resta inoltre in attesa di indicazioni più chiare sulla direzione dei tassi.
L'oro allunga il rally verso un record pluridecennale
L'oro spot è avanzato dello 0,6% a 4.677,19 dollari l'oncia, il miglior livello da metà maggio, con un guadagno di circa il 13% dall'inizio del mese. Anche i futures sull'oro hanno sfiorato un massimo a tre mesi in area 4.720 dollari.
Secondo gli analisti di UOB, si tratta della migliore performance mensile dell'oro dal 1999, sulla base dei dati citati nel report. L'ultima fiammata comparabile risale a settembre 1999, quando un gruppo di banche centrali europee accettò di limitare le vendite di oro, interrompendo una lunga fase di ribasso dei prezzi. Il rally attuale ha un motore diverso: la reazione degli investitori a un dollaro in indebolimento e al ritorno di timori sull'indipendenza della Fed, più che a shock di offerta legati alle banche centrali.
Dollaro e rendimenti guidano i flussi
Il Dollar Index ha ceduto lo 0,8% questo mese, rendendo l'oro quotato in dollari più conveniente per gli acquirenti esteri. I rendimenti dei Treasury sono rimasti elevati per gran parte di agosto, ma il piano governativo di riacquisto di titoli ha contribuito a mantenerli di circa 3 punti base più bassi nel mese, riducendo il costo opportunità di detenere un bene senza cedola come l'oro.
Bitcoin si è mosso in modo simile. La scorsa settimana aveva momentaneamente perso quota 80.000 dollari, mentre alcuni critici mettevano in discussione lo stesso piano di buyback dei Treasury; in seguito ha recuperato la soglia e ha proseguito al rialzo. Un dirigente di Strive ha recentemente indicato la rottura relativa di Bitcoin rispetto all'oro come segnale di fine del mercato ribassista dell'asset.
Ora l'attenzione si concentra sul presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, atteso a un intervento prima del simposio di Jackson Hole di questa settimana, appuntamento annuale in cui le banche centrali spesso lasciano intendere l'orientamento futuro della politica monetaria. Un tono aggressivo potrebbe raffreddare entrambe le corse. Gli analisti di Citi ritengono che un'eventuale sorpresa accomodante riporterebbe invece il mercato sul cosiddetto "debasement trade", legato a rinnovate preoccupazioni sull'indipendenza della Fed e sulla sostenibilità del debito USA.
Resta da vedere come Bitcoin reagirà ai segnali della Fed, considerando la sua tendenza storica a divergere dai beni rifugio tradizionali anche quando lo scenario macro appare allineato. Al momento, i due mercati stanno prezzando rischi simili: dollaro più debole e rendimenti compressi hanno alimentato il rally, e la prossima mossa della Fed potrebbe determinarne la continuazione o l'arresto.