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Solo in primo piano
10-1
La rupia indiana verso un calo, sotto pressione per petrolio e rendimenti USA elevati
La rupia indiana è sotto pressione al ribasso nella seduta di giovedì, penalizzata dal rincaro del petrolio e dai rendimenti dei Treasury statunitensi su livelli elevati. Il Brent con consegna a dicembre è salito di quasi il 2% mercoledì e a settembre ha guadagnato circa il 14%, mentre il rendimento del Treasury decennale si è avvicinato ai massimi dal 2007 e ha registrato l’aumento trimestrale più forte dal 2009. Il raffreddamento delle attese di un rialzo dei tassi della Fed a ottobre, dopo dati d’inflazione USA di agosto più deboli delle attese, non ha dato sollievo alla valuta, secondo Reuters.
10-1
9-28
Il rialzo del petrolio spinge la rupia indiana a un minimo di oltre una settimana; la RBI ne limita il calo vicino a 96/USD
La rupia indiana è scesa a un minimo di oltre una settimana a 95.9825 per dollaro, in calo dello 0,2%, mentre l’aumento dei prezzi del petrolio legato alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente ha pesato su valute e azioni della regione. L’India importa quasi il 90% del proprio fabbisogno di greggio, rendendo la rupia particolarmente sensibile agli shock petroliferi. Le vendite di dollari da parte di banche statali, probabilmente per conto della Reserve Bank of India, hanno contenuto l’indebolimento. Anche l’azionario indiano è sceso di circa l’1,5%, ai livelli più bassi da aprile.
9-28
9-24
Sterlina vicina ai minimi da quasi tre mesi sul dollaro: scende a 1,3222
La sterlina è scesa fino a 1,3222 dollari, un livello vicino ai minimi da quasi tre mesi, mentre il biglietto verde si è rafforzato dopo una svolta più aggressiva della Federal Reserve. Da inizio settimana la valuta britannica ha perso circa l’1,25% contro il dollaro e ha registrato anche un lieve calo sull’euro. I mercati monetari prezzano circa 100 punti base di rialzi della Bank of England nei prossimi 12 mesi, con una probabilità intorno al 75% di un aumento a novembre.
9-24
9-21
Lo yen si stabilizza a 156.85 per dollaro mentre resta il rischio di intervento
Dopo che la Bank of Japan ha alzato i tassi al massimo in 31 anni, a 1.25%, lo yen resta intorno a 156.85 per dollaro, dopo un calo del 2% nella settimana precedente. Il mercato ha giudicato l’aumento privo di indicazioni chiaramente restrittive, mentre la minaccia di un intervento ufficiale limita le aspettative di ulteriore deprezzamento. Dati regolamentari statunitensi indicano che, nella settimana al 15 settembre, gli speculatori hanno aumentato le posizioni nette lunghe sullo yen a $9.7 billion, il livello più alto da luglio 2025, secondo Reuters.
9-21
9-18
BoJ alza i tassi di 25 pb all’1,25% ma la divisione frena lo yen
La Bank of Japan ha alzato il tasso di riferimento di 25 punti base all’1,25% con voto non unanime, riconoscendo che i rischi d’inflazione al rialzo restano persistenti ma senza aggiungere ulteriori segnali da falco nella comunicazione. Dopo la decisione, lo yen si è indebolito a 157,11 per dollaro, circa uno yen peggio rispetto ai livelli precedenti. Secondo gli analisti, se il petrolio resterà su livelli elevati e la Federal Reserve aumenterà ancora i tassi a ottobre, USD/JPY potrebbe tornare verso 160 nelle prossime settimane.
9-18
9-17
La rupia indiana chiude invariata: interventi della RBI e flussi da ribilanciamento degli indici attenuano l’effetto del rialzo Fed
La rupia indiana ha chiuso invariata giovedì, sostenuta da probabili interventi della banca centrale e da afflussi legati al ribilanciamento di un indice azionario, che hanno limitato l’impatto del rialzo dei tassi negli Stati Uniti. La valuta si è attestata a 95.93 per dollaro, poco distante da 95.9550 della chiusura di mercoledì. Nella regione, la maggior parte delle valute asiatiche ha perso terreno con il dollaro più forte e l’indice del dollaro stabilmente sopra 100. La Reserve Bank of India ha inoltre assorbito liquidità in eccesso vendendo debito sul mercato aperto, secondo i trader.
9-17
9-14
Dollaro stabile, yen vicino ai massimi di sette mesi in vista delle riunioni Fed e BoJ
Il dollaro è rimasto stabile lunedì, mentre lo yen ha difeso i recenti forti rialzi e si è mantenuto vicino a un massimo di sette mesi, in attesa delle riunioni di politica monetaria della Federal Reserve e della Bank of Japan in programma questa settimana. Il conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, in corso da sei mesi, ha spinto il petrolio ben oltre i 100 dollari al barile e ha complicato il percorso dei tassi a livello globale. Dopo i dati di venerdì che hanno mostrato un’accelerazione dei prezzi al consumo statunitensi in agosto, il mercato prezza una probabilità dell’86% di un rialzo dei tassi questa settimana, secondo il CME FedWatch. L’euro era a 1,159 dollari, la sterlina a 1,3524 dollari e il dollaro a 153,49 yen.
9-14
9-12
Il dollaro resta stabile tra timori d’inflazione e tensioni sul petrolio globale
Dopo che l’indice dei prezzi al consumo statunitense è aumentato dello 0,4% in agosto, il dollaro si è rafforzato leggermente contro euro e franco svizzero, alimentando le attese di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. L’escalation in Medio Oriente e il petrolio sopra i 100 dollari al barile hanno però frenato ulteriori guadagni del biglietto verde. Le aspettative di un aumento dei tassi da parte della Bank of Japan hanno sostenuto lo yen, mentre i mercati restano concentrati su inflazione e rischi geopolitici.
9-12
9-12
Il dollaro canadese scende al minimo di nove giorni mentre aumentano le scommesse su un rialzo dei tassi Fed
Il dollaro canadese si è indebolito fino a 1.3862 per dollaro USA, minimo di nove giorni, chiudendo la settimana in calo dello 0.2%. I dati sull’inflazione negli Stati Uniti hanno rafforzato le attese di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve nella prossima settimana. Gli investitori stimano al 57% la probabilità che la Bank of Canada aumenti i tassi nella decisione del 28 ottobre, secondo dati del mercato degli swap. Il calo del petrolio e la forte esposizione commerciale verso gli Stati Uniti, che assorbono circa il 70% delle esportazioni canadesi, hanno aggiunto pressione sulla valuta.
9-12
9-10
La rupia indiana scende di 25 paise a 95,33 sul dollaro nelle prime contrattazioni di giovedì
Nelle prime contrattazioni di giovedì, la rupia indiana si è indebolita di 25 paise a 95,33 contro il dollaro USA, mentre il Brent ha superato quota USD 100 al barile. L’impennata del petrolio ha alimentato i timori per l’aumento della bolletta delle importazioni dell’India, che dipende dall’estero per quasi il 90% del greggio. Ogni rialzo di USD 10 del petrolio può aggiungere circa USD 1215 billion al conto annuo delle importazioni, aumentando la pressione sul conto corrente e sul cambio della rupia. Nella seduta precedente, la rupia aveva chiuso in calo di 34 paise a 95,08, con le azioni domestiche in lieve rialzo ma con investitori esteri netti venditori.
9-10