Sensex perde 700 punti e Nifty scende il 2 settembre con l’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran; petrolio vicino a 100 dollari

Riepilogo di mercato AI
L'inasprimento degli scambi militari tra Stati Uniti e Iran ha riacceso il rischio di interruzioni nell'area dello Stretto di Hormuz, innescando un forte balzo del Brent e un ampio posizionamento risk-off. Le azioni indiane hanno aperto in calo significativo con ribassi diffusi in tutti i settori, poiché l'aumento dei prezzi dell'energia minaccia di ampliare il disavanzo delle partite correnti dell'India e di far salire l'inflazione tramite i costi di trasporto e logistica. La rupia resta sotto pressione ma inizialmente stabile, mentre i mercati tornano a concentrarsi sulle soglie di sensibilità al petrolio in prossimità dei recenti massimi.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
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L’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran ha trascinato al ribasso i mercati indiani: il Sensex è crollato di 700 punti e il Nifty ha seguito, con la maggior parte degli indici settoriali in calo di oltre l’1%. Il Brent è salito a 91-94 dollari al barile, registrando il balzo più marcato in oltre un anno dopo la ripresa di scontri militari diretti tra Stati Uniti e Iran e il venir meno delle speranze di riapertura dello Stretto di Hormuz. Gli analisti indicano che, finché il petrolio non supera 95 dollari, l’impatto sulle azioni indiane dovrebbe restare contenuto. Tuttavia, ogni aumento di 10 dollari amplierebbe di 30-40 punti base del PIL il deficit delle partite correnti dell’India e alimenterebbe l’inflazione.