Inflazione USA più morbida: sollievo per le crypto, ma nessuna svolta per la Fed
Riepilogo di mercato AI
Il PCE di agosto e il PCE core sono usciti sotto le attese, riducendo le probabilità nel breve termine di un rialzo della Fed a ottobre, ma una spesa reale forte e rendimenti elevati mantengono vivo il rischio di un ulteriore irrigidimento. Le criptovalute stanno prezzando la narrativa in evoluzione sulle probabilità dei tassi piuttosto che l'inflazione in sé, con l'attenzione che si sposta sui dati payrolls per una conferma. Il quadro favorisce condizioni di oscillazione in range mentre gli afflussi negli ETF si raffreddano e i rendimenti dei Treasury sulla parte lunga della curva restano un'alternativa competitiva per il capitale.
Livello dell'impatto
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I dati del Dipartimento del Commercio USA mostrano che ad agosto l’indice PCE è salito del 3.4% su base annua, sotto le attese del 3.7%, mentre il core PCE è cresciuto del 3.0% contro il 3.3% previsto. Allo stesso tempo, la spesa dei consumatori corretta per l’inflazione ha registrato l’aumento mensile più forte dal marzo 2025, con un +0.6%. Il mix tra inflazione in rallentamento e consumi solidi mantiene incerto lo scenario di politica monetaria della Federal Reserve. In questo contesto, il mercato di Bitcoin resta in una fase di volatilità e attesa.