ETF crypto: deflussi per 440 milioni di dollari, tornano le uscite su Bitcoin ed Ether

Riepilogo di mercato AI
Gli ETF spot su criptovalute quotati negli Stati Uniti sono tornati a registrare deflussi netti (circa 440 milioni di dollari), guidati dal maggiore rimborso giornaliero di luglio per un ETF su Bitcoin (~425 milioni di dollari), con deflussi su Ether ripresi ma di entità minore. L'inversione interrompe una breve serie di afflussi e segnala un appetito istituzionale per il rischio instabile, in particolare concentrato nei grandi fondi. Sebbene l'accumulazione da parte delle whale possa compensare in parte la pressione di vendita, i persistenti rimborsi degli ETF riducono la domanda nel breve termine attraverso canali regolamentati e mantengono i flussi un indicatore chiave del mercato.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
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Gli ETF crypto quotati negli Stati Uniti sono tornati in territorio negativo lunedì 13 luglio, interrompendo una breve fase di recupero. Secondo i dati di SoSoValue, il saldo della giornata indica deflussi netti per 440 milioni di dollari: 424,66 milioni in uscita dagli ETF spot su Bitcoin e 15,41 milioni dagli strumenti spot su Ether. Il movimento ha indebolito il rimbalzo di inizio luglio arrivato dopo i forti riscatti di giugno e ha riacceso i dubbi sulla tenuta della domanda istituzionale, mentre Bitcoin scambiava intorno a 62.500 dollari. Sul fronte Bitcoin, SoSoValue segnala che i deflussi di 424,66 milioni rappresentano il livello giornaliero più elevato di luglio e cancellano gran parte degli afflussi della settimana precedente, pari a 197,4 milioni di dollari. Quel dato aveva interrotto una sequenza di otto settimane consecutive di uscite, ma il miglioramento è durato un solo periodo di rilevazione. Dopo la seduta di lunedì, il patrimonio netto complessivo degli ETF spot su Bitcoin è stimato a 74,79 miliardi di dollari; gli afflussi cumulati restano comunque a 50,85 miliardi dalla partenza dei prodotti. Giugno è stato il mese peggiore per la categoria, con riscatti per 4,51 miliardi di dollari. A metà luglio, le stime citate nel report indicano che i deflussi netti del 2026 si avvicinano a 5,8 miliardi di dollari. Il riferimento regolamentare resta l'approvazione della Securities and Exchange Commission del 10 gennaio 2024 per 11 ETF spot su Bitcoin, negoziati su Nasdaq, NYSE Arca e Cboe BZX, che ha aperto una via regolamentata all'esposizione a Bitcoin tramite conti di intermediazione. Nel tempo, i flussi giornalieri sono diventati anche un indicatore dell'appetito al rischio degli investitori istituzionali. I deflussi si sono concentrati soprattutto sui fondi più grandi. Le rilevazioni a livello di singolo prodotto riportate da SoSoValue indicano una forte uscita dall'iShares Bitcoin Trust di BlackRock e riscatti significativi anche sul Wise Origin Bitcoin Fund di Fidelity. Stime diffuse sui social hanno tradotto l'uscita di BlackRock in circa 2.990 Bitcoin, per un controvalore vicino a 185,5 milioni di dollari, mentre per Fidelity il dato stimato è pari a circa 245,6 milioni di dollari sulla base del flusso giornaliero riportato. Le stime in monete restano subordinate ai dati in dollari, poiché creazioni e rimborsi possono avvenire con regolamento in contanti, con differenze di tempistica e con prezzi di Bitcoin variabili. Dalla pagina ufficiale del prodotto, BlackRock ha indicato che il valore patrimoniale netto (NAV) di IBIT è sceso del 2,89% il 13 luglio. L'emittente sottolinea che il fondo mira a riflettere l'andamento del prezzo di Bitcoin, riducendo parte degli oneri operativi e di custodia rispetto al possesso diretto, pur lasciando agli investitori rischi legati a volatilità, liquidità e tracking. Nel prospetto, Fidelity descrive FBTC come un prodotto quotato che replica un proprio tasso di riferimento su Bitcoin alimentato da dati provenienti da mercati spot ritenuti idonei. Anche la domanda sugli ETF spot su Ether si è indebolita, ma in misura più contenuta: SoSoValue stima 15,41 milioni di dollari di deflussi nella seduta di lunedì. Un post di Crypto Patel ha attribuito il totale a circa 8.720 Ether in uscita dall'Ethereum Fund di Fidelity e ha citato anche una riduzione separata sul prodotto Ether di BlackRock. Lo stesso post conteneva però un errore di etichettatura nel calcolo relativo a Fidelity: indicava 3.960 unità come Ether, associandole a un valore di 245,62 milioni di dollari, coerente con Bitcoin e non con Ether ai prezzi di mercato del momento. Per questo, il dato in dollari viene indicato come misura più affidabile del deflusso giornaliero. La divergenza tra asset è rilevante perché le vendite istituzionali risultano dominate da Bitcoin. Nelle stime social citate, diversi altri prodotti crypto quotati avrebbero registrato flussi netti pari a zero. Resta inoltre il limite interpretativo del dato giornaliero: un singolo giorno di riscatti non dimostra un'uscita strutturale dal mercato, poiché i partecipanti autorizzati possono rimborsare quote per ribilanciamento, arbitraggio e gestione della liquidità. In parallelo, CryptoQuant evidenzia uno scarto tra flussi dei prodotti tradizionali e comportamento dei grandi detentori. L'analista Sunny Mom segnala circa 10 miliardi di dollari in uscita dai fondi spot dal 11 ottobre 2025, mentre nello stesso periodo CryptoQuant osserva una crescita costante dei nuovi "whale" su Bitcoin. Secondo l'analista, l'accumulo potrebbe limitare i ribassi senza confermare un minimo di mercato. Nel periodo considerato, CoinGecko collocava Bitcoin intorno a 62.589 dollari; un aggiornamento di mercato del 14 luglio lo indicava a circa 62.521 dollari durante gli scambi di martedì. L'asset risulta circa il 30% sotto il prezzo di inizio 2026, un calo che suggerisce come i deflussi dagli ETF si inseriscano in un ricalibramento più ampio del mercato e non in un episodio isolato. Il prossimo punto di verifica indicato è il report sui flussi degli ETF statunitensi del 14 luglio, che sarà osservato per capire se i riscatti proseguiranno o se l'uscita di lunedì si rivelerà temporanea.