USA, PPI in calo dello 0,3% a giugno: Bitcoin torna sopra 65.000 dollari mentre diminuiscono le probabilità di un rialzo Fed
Riepilogo di mercato AI
A giugno, il PPI statunitense è sceso dello 0,3% m/m (headline 5,5% a/a; core 4,7%), prolungando il CPI debole del giorno precedente e riducendo nettamente le probabilità percepite di un rialzo dei tassi della Fed a luglio. Il conseguente calo delle aspettative sui tassi ha sostenuto gli asset rischiosi, con BTC che ha riconquistato quota 65.000 $ e ampie liquidazioni di posizioni short che hanno amplificato il movimento. Tuttavia, il sollievo sul PPI è stato trainato dall'energia, mentre i rinnovati rischi sul petrolio (disruzione a Hormuz) potrebbero reintrodurre volatilità dell'inflazione.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
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L'inflazione alla produzione negli Stati Uniti è scesa dello 0,3% a giugno, primo arretramento mensile da agosto 2025. La lettura ha alimentato un rapido repricing delle attese sui tassi: i trader hanno ridotto le scommesse su un rialzo della Federal Reserve a luglio, spingendo Bitcoin (BTC) di nuovo sopra 65.000 dollari ed Ethereum (ETH) oltre 1.900.
Secondo il Bureau of Labor Statistics, il PPI headline è salito del 5,5% su base annua, sotto il consenso al 6,2%. Il PPI core è rallentato al 4,7% rispetto a una stima del 5,2%. Rivista anche la dinamica di maggio: il dato mensile è stato corretto al ribasso dall'1,1% allo 0,6%. Il calo dello 0,3% su base mensile è il più marcato da aprile 2025.
Il contributo principale al raffreddamento è arrivato dall'energia. I prezzi della benzina sono scesi del 12%, spiegando quasi due terzi della flessione dell'1,4% dei beni nella domanda finale. Nonostante la correzione, la benzina resta circa il 43% più cara rispetto a un anno fa. I servizi hanno tenuto meglio: i margini commerciali sono aumentati dello 0,4%.
Il dato PPI arriva a un giorno di distanza da un'altra sorpresa sul fronte prezzi: anche l'inflazione al consumo ha registrato un raffreddamento più rapido delle attese. Il combinato dei due report rafforza lo scenario di rendimenti Treasury più bassi, con effetti di supporto su azioni e asset digitali.
Sul fronte Fed, i dati CME FedWatch indicano ora una probabilità dell'87,7% che il FOMC mantenga i tassi nel range 3,50%–3,75% nella riunione del 29 luglio. Le chance di rialzo sono scese al 12,3%. Solo una settimana fa il mercato prezzava circa il 31% di probabilità di un aumento, prima che due letture sull'inflazione più deboli ribaltassero il posizionamento.
La banca centrale aveva lasciato i tassi invariati nella riunione di giugno, la prima sotto la guida del presidente Kevin Warsh, segnalando rischi inflazionistici legati alla spesa in intelligenza artificiale. In audizione al Congresso alla vigilia della pubblicazione, Warsh ha ribadito che la Fed non ha "alcuna tolleranza" per un'inflazione persistentemente elevata.
Dopo la diffusione del PPI, Bitcoin scambiava intorno a 65.256 dollari, in rialzo del 2,5% nelle ultime 24 ore. Ethereum è salito del 3,6% a 1.930 dollari, primo ritorno sopra 1.900 dall'inizio di giugno. Il movimento ha innescato liquidazioni di short per quasi 100 milioni di dollari in 30 minuti. Un meccanismo simile aveva sostenuto il recupero di BTC a inizio luglio, quando dati deboli sul lavoro avevano spinto i prezzi verso l'area 62.000.
La tenuta del rimbalzo resta però incerta. Gran parte del calo di giugno dipende dalla benzina e il petrolio è risalito sopra 85 dollari dopo l'annuncio, lunedì, del presidente Donald Trump di un blocco dello Stretto di Hormuz, rotta che convoglia circa un quinto del petrolio mondiale. Un nuovo rialzo dell'energia potrebbe interrompere la narrativa disinflazionistica già dal prossimo mese.
Sul fronte tecnico, il prossimo test per BTC è la resistenza in area 66.000 dollari, livello che frena i rialzi da metà giugno.