La Corea del Sud prepara una legge per includere le criptovalute tra gli asset dello Stato

Riepilogo di mercato AI
La proposta sudcoreana di Legge quadro nazionale sugli asset classificherebbe le criptovalute come asset di proprietà dello Stato e introdurrebbe una vigilanza specifica per tipologia di asset, segnalando un'accettazione istituzionale degli asset digitali all'interno della finanza pubblica. I progressi paralleli su una Legge quadro sugli asset digitali e sullo sviluppo di una CBDC rafforzano la chiarezza normativa per i mercati privati e per le stablecoin. L'agenda legislativa riduce l'incertezza delle politiche e può migliorare la struttura del mercato domestico, sostenendo l'appetito per il rischio sui principali asset crypto nel breve termine.
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La Corea del Sud si appresta a riformare il quadro normativo sulla gestione del patrimonio pubblico, includendo anche le criptovalute tra le attività detenute dallo Stato. Il piano, presentato dal Ministero delle Finanze e dell'Economia durante il briefing politico di mercoledì alla Blue House, punta ad aggiornare regole considerate ormai inadeguate in un'economia in cui gli asset digitali assumono un peso crescente. Al centro della proposta c'è l'introduzione della National Asset Basic Act, destinata a sostituire l'attuale State Property Act, in vigore dal 1950. All'epoca il patrimonio statale era composto soprattutto da terreni e immobili; oggi, con un portafoglio molto più ampio e articolato, l'impianto normativo viene giudicato poco adatto alla gestione moderna. La nuova legge riconoscerebbe formalmente i "virtual assets" e la proprietà intellettuale come categorie di asset pubblici. Il ministero intende inoltre definire standard di gestione differenziati per classi di attività, superando l'approccio unico applicato finora. Sul piano operativo, l'obiettivo dichiarato è spostare l'attenzione dalla semplice conservazione o dismissione alla creazione di valore e a un uso più efficiente dei beni dello Stato. Secondo i funzionari, la National Asset Basic Act fornirebbe una base giuridica per amministrare un perimetro più ampio di attività, comprese le criptovalute e altre forme emergenti, con pratiche "asset-specific" per rafforzare la supervisione e sostenere il valore di lungo periodo delle disponibilità pubbliche. Le agenzie governative avrebbero così maggiore flessibilità nella gestione di asset con caratteristiche diverse. Il progetto si inserisce nell'agenda economica per la seconda metà del 2026. Nel Consiglio di Stato di lunedì, il Ministero delle Finanze e dell'Economia ha ribadito l'impegno a espandere l'economia nazionale legata a blockchain e digital asset: pur restando l'intelligenza artificiale una priorità, lo sviluppo della blockchain viene indicato come un pilastro della crescita futura. In parallelo, il governo prevede di accelerare il progetto di valuta digitale della banca centrale (CBDC). Sul fronte regolatorio prosegue anche l'iter della Digital Asset Basic Act, una normativa separata pensata per criptovalute e stablecoin. Il provvedimento dovrebbe introdurre standard legali più chiari per le aziende del settore e una cornice dedicata alle stablecoin, il cui utilizzo è in aumento nei mercati finanziari. Nel complesso, National Asset Basic Act e Digital Asset Basic Act delineano una strategia più ampia sulla finanza digitale: regole più nette per la gestione degli asset digitali sia nel perimetro pubblico sia in quello privato, e un aggiornamento dell'infrastruttura finanziaria del Paese. Integrando le criptovalute nella gestione del patrimonio statale e sviluppando una legislazione dedicata, Seul punta a creare le basi per un ecosistema blockchain più strutturato.