Putin firma la prima legge organica russa sulla regolamentazione di criptovalute e diritti digitali

Riepilogo di mercato AI
La nuova legge russa crea il primo quadro normativo completo del Paese per gli exchange di criptovalute, i custodi, il mining e le attività finanziarie digitali, con un registro, requisiti patrimoniali e limiti di acquisto per gli investitori. I pagamenti domestici in criptovalute restano vietati, ma sono consentiti i regolamenti transfrontalieri e i proventi del mining, mentre le banche ottengono l'autorità di congelare flussi sospetti non autorizzati. Il lungo calendario di attuazione (a partire dal 1° settembre 2026) attenua l'impatto sul mercato nel breve termine.
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Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato il 4 agosto una legge che introduce la prima cornice regolatoria completa per la circolazione di criptovalute e diritti digitali in Russia, riporta TASS. Il provvedimento definisce un assetto operativo per exchange crypto, custodi digitali e altri operatori di mercato, e disciplina anche il mining e l’emissione e circolazione degli asset finanziari digitali (DFA). Tra le principali disposizioni: gli exchange potranno operare solo se iscritti a un registro speciale, con un periodo di transizione fino al 1° luglio 2027; è previsto un capitale sociale minimo di 15 milioni di rubli (circa 187.000 dollari). Resta vietato l’uso delle criptovalute per il pagamento di beni e servizi sul territorio russo, mentre è consentito l’impiego per regolamenti nel commercio transfrontaliero e per i proventi del mining. Per gli investitori non qualificati è fissato un tetto di acquisto pari a 300.000 rubli l’anno (circa 3.700 dollari) presso ciascun intermediario; gli investitori qualificati non sono soggetti a limiti. Le banche ottengono inoltre la facoltà di congelare fondi collegati a sospette operazioni in criptovalute non autorizzate. Le norme centrali entreranno in vigore il 1° settembre 2026; alcune clausole saranno applicate a scaglioni il 1° luglio e il 1° settembre 2027.