CPI USA più debole spinge l'oro: svaniscono le scommesse su nuovi rialzi dei tassi (commento Kitco di @GarySWagner)

Riepilogo di mercato AI
Il CPI di giugno, più debole del previsto, ha innescato una brusca inversione dell'oro, poiché la disinflazione ha ridotto la pressione percepita per un ulteriore inasprimento da parte della Fed. L'inflazione complessiva ha rallentato in modo significativo mentre l'inflazione core è rimasta invariata su base mensile, riducendo le aspettative di rialzo dei tassi e attenuando i venti contrari derivanti dai tassi reali e dal dollaro USA. Il movimento evidenzia la sensibilità dell'oro ai dati macro che ridisegnano il percorso della politica monetaria e dei rendimenti della parte anteriore della curva nel breve termine.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
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▲ Rialzista
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L'oro ha messo a segno una netta inversione di rotta martedì, accelerando al rialzo dopo la pubblicazione di dati sull'inflazione inferiori alle attese, che hanno offerto ai trader il primo segnale concreto da settimane di un possibile allentamento della linea "hawkish" della Federal Reserve. La seduta era iniziata in calo, con l'oro spot sceso ai minimi dal 1° luglio, per poi trasformarsi in un rialzo generalizzato subito dopo la diffusione dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) di giugno. I futures sull'oro negli Stati Uniti sono saliti dell'1,6% a 4.070,30 dollari, mentre l'oro spot ha recuperato dai minimi intraday e segnava un progresso dell'1,6% nella giornata. A sostenere il movimento è stato un report considerato rassicurante sui due fronti più rilevanti per la Fed: il CPI complessivo è aumentato del 3,5% nei 12 mesi fino a giugno, in forte rallentamento rispetto al +4,2% di maggio; il CPI core è rimasto invariato su base mensile dopo il +0,2% registrato a maggio. Analisi completa su Kitco.