Il Senato giapponese approva una legge che riclassifica le cripto-attività come strumenti finanziari
Riepilogo di mercato AI
La camera alta del Giappone ha approvato emendamenti che riclassificano le criptoattività come strumenti finanziari, introducendo norme contro l'insider trading, sanzioni più severe per le attività non registrate e requisiti di informativa per gli emittenti. Il pacchetto delinea inoltre un passaggio a una tassazione separata di circa il 20% con riporto delle perdite per tre anni a partire dal 2028 e crea un quadro normativo favorevole agli ETF crypto. L'effetto combinato rafforza l'integrità del mercato e l'accessibilità per gli investitori istituzionali, migliorando la chiarezza regolamentare per l'esposizione alle cripto.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
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Secondo BlockBeats, il 15 luglio la Camera dei Consiglieri del Giappone ha approvato una serie di disegni di legge che modificano la Financial Instruments and Exchange Act e la Payment Services Act, riclassificando le cripto-attività come strumenti finanziari e non più come mezzi di pagamento.
Le principali novità includono: l'inasprimento delle sanzioni per attività finanziarie svolte senza registrazione, con la pena massima detentiva che passa da meno di tre anni a meno di dieci anni e la multa massima che sale da meno di 3 milioni di yen a meno di 10 milioni di yen; l'introduzione, per la prima volta, di regole contro l'insider trading sulle cripto-attività, con divieto di operare sulla base di informazioni rilevanti e non pubbliche; l'obbligo per determinati emittenti di cripto-attività di pubblicare informative periodiche annuali.
Sul fronte fiscale, il regime dovrebbe passare dall'aliquota massima del 55% in tassazione complessiva a un'imposta separata su base dichiarativa intorno al 20%, con possibilità di riportare le perdite per tre anni. L'entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2028.
La proposta prevede anche l'istituzione di un quadro regolamentare a supporto della creazione di ETF su criptovalute.