Fed, possibili rialzi nel 2026: cosa si aspettano le grandi case globali e le istituzioni cinesi

Riepilogo di mercato AI
Un segnale più restrittivo della Fed ha spinto le principali istituzioni (ad esempio Goldman, BofA, PGIM) verso aspettative di ulteriori rialzi nel 2026, irrigidendo le condizioni finanziarie globali. La forza del dollaro dopo la decisione sta mettendo pressione sul FX asiatico e aumenta i rischi di spillover per gli asset rischiosi tramite rendimenti reali più elevati e maggiori costi di finanziamento, anche se alcuni (BlackRock, DBS) sostengono che i mercati potrebbero stare sovrainterpretando Powell e che un ciclo rialzista sostenuto dell"USD non è garantito.
Livello dell'impatto
● Elevato
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Mini Program: Daily Investment Bank / Institutional Insights Summary Estero 1) Goldman Sachs: atteso un nuovo rialzo a ottobre Dopo il segnale restrittivo arrivato mercoledì, Goldman Sachs prevede che la Federal Reserve aumenti i tassi di altri 25 punti base in ottobre, tra le prime grandi banche di Wall Street a stimare rialzi consecutivi. La view ribalta la precedente valutazione, secondo cui con l'aumento di 25 pb in settembre il ciclo di strette fosse concluso. Goldman richiama il dot plot aggiornato: la maggioranza dei membri prevede almeno un ulteriore rialzo quest'anno, con uno scenario di base che implica due rialzi nel 2026. Per la banca, ottobre è la finestra più probabile, dato che i policymaker hanno presentato ulteriori strette come funzionali a riportare l'inflazione al target del 2% "più rapidamente". Goldman sottolinea che i messaggi sono stati più hawkish del previsto, citando le proiezioni sui tassi, la revisione al rialzo del tasso neutrale e il riferimento ripetuto di Powell al fatto che la mossa serva solo a "rimuovere una parte dell'accomodamento". Anche Bank of America Global Research vede un percorso più aggressivo, con rialzi sia in ottobre sia in dicembre. 2) Barclays: decisione Fed rende "quasi inevitabile" un rialzo della BoJ Secondo il Financial Times, giovedì lo yen e altre valute asiatiche si sono indebolite dopo il primo rialzo dei tassi negli Stati Uniti in tre anni, aumentando la pressione sulla Bank of Japan in vista delle scelte sul grado di inasprimento. Dalla decisione Fed, lo yen ha perso oltre l'1,1%, mentre il dollaro è salito dello 0,7% contro un paniere di valute dei principali partner commerciali. Mitul Kotecha, responsabile Asian FX ed Emerging Markets Macro Strategy di Barclays, afferma che questi movimenti penalizzano le valute asiatiche e che la scelta della Fed rende un rialzo BoJ "quasi inevitabile". Abbas Keshvani, Asia Macro Strategist di RBC Capital Markets, descrive un doppio shock per la regione: da importatrice di energia subisce una pressione aggiuntiva dal maggiore appeal del dollaro durante il ciclo di rialzi, rendendo difficile per molte banche centrali asiatiche tenere il passo. 3) BlackRock: il mercato potrebbe aver sovrainterpretato le parole del presidente Fed Jean Boivin, responsabile del BlackRock Investment Institute, scrive che i mercati potrebbero aver letto in modo eccessivo il linguaggio usato da Powell nella conferenza stampa post-riunione. Boivin osserva che la decisione di alzare i tassi rafforza la credibilità del nuovo presidente. L'enfasi sulla solidità dell'economia statunitense è stata un tratto distintivo della conferenza, interpretato dal mercato come segnale "hawkish". In un contesto di crescita robusta, aggiunge, i rialzi non sono necessariamente negativi per gli asset rischiosi. "È importante distinguere tra la necessità di preservare la credibilità della Fed e l'avvio di un ciclo prolungato di rialzi", conclude. 4) PGIM: la soglia per nuovi rialzi non è elevata Robert Solkin, Chief U.S. Economist di PGIM, ritiene che l'ultima riunione indichi che, con un lieve impulso, la Fed potrebbe arrivare a tre rialzi, e anche oltre se necessario. L'aumento è stato di impostazione restrittiva e la Fed ha segnalato un altro incremento entro fine anno. Tra i 18 funzionari che hanno inviato le proiezioni, otto si aspettano che questo ciclo porti a tre rialzi entro la fine del 2027. Solkin evidenzia che la frase di Powell sul fatto di aver "invertito alcune misure accomodanti" suggerisce che l'azione di mercoledì sia vista come un passo limitato verso condizioni finanziarie più restrittive, lasciando spazio a ulteriori mosse. Il rischio di altri rialzi resta elevato se l'inflazione dovesse rimanere alta. 5) Gestore SCM: Walsh leggermente hawkish, possibile freno ai rendimenti long term Justin Greenhill, CIO di SOLLINDA Capital Management, afferma che i messaggi della conferenza stampa a Washington sono stati chiaramente hawkish. A suo avviso, questo potrebbe attenuare, almeno nel breve, la recente spinta al rialzo dei rendimenti obbligazionari a lunga scadenza. L'impatto sull'azionario resta incerto, ma Greenhill si aspetta una sottoperformance delle small cap rispetto alle large cap con l'ulteriore irrigidimento delle condizioni finanziarie. 6) DBS Bank: i rialzi Fed non implicano per forza un ciclo di super-dollaro Philip Wee, strategist FX di DBS, sostiene che il rialzo dei tassi non segnala necessariamente un trend di rafforzamento duraturo del dollaro. "Non è un ciclo di stretta guidato dagli Stati Uniti come quello del 2022", afferma. La mossa, spiega, mira a recuperare terreno rispetto ad altre grandi banche centrali, gestire i rischi di inflazione e impedire che shock energetici producano effetti macroeconomici più ampi (secondo e terzo ordine). Wee aggiunge che il mercato dei Treasury resta un fattore che frena la fiducia: la forza persistente dei rendimenti a 10 e 30 anni indica che il dibattito sul costo del debito a lungo termine non è risolto. DBS prevede che il Dollar Index (DXY) continui a muoversi nel range 96–102 in vigore da metà 2025. 7) Signal Asset Management: anche le colombe cambiano tono; serve almeno un altro rialzo Seema Shah, Chief Global Strategist di Principal Asset Management, osserva che il dibattito di mercato si è spostato da "ci sarà un altro rialzo?" a "quanti rialzi mancano?". Il voto unanime riflette che rincari energetici e inflazione persistente hanno portato dalla stessa parte anche i membri più dovish, rendendo poco plausibile uno scenario "one-and-done". Poiché il mercato ha già prezzato più rialzi, aggiunge, i policymaker potrebbero dover alzare almeno un'altra volta per preservare la credibilità. 8) Oxford Economics: BoE attesa ferma; effetti inflazionistici di secondo giro limitati Oxford Economics ritiene che, con effetti di secondo giro contenuti, il Monetary Policy Committee della Bank of England abbia margini per mantenere i tassi invariati. Si attende che Greene, Peers e Mann restino favorevoli a un rialzo, con una previsione di voto 6 a 3 per lo status quo. I prezzi di petrolio e gas restano un rischio al rialzo, ma la maggioranza dovrebbe mantenere un orientamento restrittivo senza passare subito a un ulteriore inasprimento. Cina (domestico) 1) CICC: manca una base fondamentale per rialzi consecutivi e consistenti Secondo un report di CICC, dalle dichiarazioni della Fed e dai fondamentali attuali non emerge una base per rialzi consecutivi e di ampia entità (tre o più), a meno di una spirale incontrollata del petrolio. Tassi elevati si trasmettono gradualmente alle condizioni finanziarie e frenano la crescita: un fattore "riflessivo" che limita ulteriori aumenti, come mostra il tasso dei mutui trentennali USA vicino al 7%. 2) CICC: supporto dell'oro stimato a 4.200–4.500 dollari CICC ritiene che la Fed abbia più spazio per una pausa che per ulteriori rialzi, con condizioni assimilabili a una call con upside incerto. Con calcoli statici basati su rendimenti dei Treasury e dollaro, il supporto dell'oro viene stimato nell'area 4.200–4.500 dollari. In assenza di una serie di rialzi consecutivi, la pressione al ribasso sull'oro resta contenuta; un rialzo significativo richiede invece una narrativa più ampia. Una pausa della Fed potrebbe alimentare un racconto di erosione della fiducia e de-dollarizzazione; nuovi rialzi lo indeboliscono, riducendo il potenziale di upside senza catalizzatori aggiuntivi. 3) CITIC Securities: +25 pb entro fine anno, poi stabilità nel 2027 CITIC Securities afferma che la Fed ha alzato i tassi di 25 pb in settembre come previsto, migliorando le stime su crescita e inflazione per l'anno e mantenendo un tono restrittivo tramite dot plot e commenti di Walsh. Con aspettative di mercato già robuste, il rialzo era una scelta naturale. Ritmo e ampiezza delle mosse future dipenderanno in larga parte dal petrolio, difficile da prevedere; con l'inflazione complessiva attesa in calo evidente entro l'inizio del prossimo anno, le ragioni per ulteriori rialzi dovrebbero indebolirsi. La casa prevede un altro +25 pb quest'anno e poi tassi fermi l'anno prossimo. Le condizioni finanziarie USA difficilmente si allenteranno in modo significativo; in uno scenario di crescita, gli investitori dovrebbero privilegiare asset sostenuti dai fondamentali, non soltanto dalla liquidità. 4) Huatai Securities: minore necessità di rialzo a ottobre; scenario base + in dicembre Huatai Securities sottolinea che il rialzo di settembre è ormai acquisito e che dicembre potrebbe essere la prossima finestra chiave per un possibile intervento. L'avvio di un vero ciclo di rialzi richiederà ulteriori dati e indicazioni dei funzionari. Il mercato prezza una probabilità superiore al 50% di rialzo a ottobre, ma Huatai ritiene che la riduzione dello stimolo fiscale, la pressione sui consumi delle famiglie dovuta al petrolio più caro e condizioni finanziarie più strette possano raffreddare occupazione e inflazione nei prossimi uno-due mesi, riducendo la necessità di un rialzo in ottobre. Lo scenario base resta un rialzo in dicembre. Il percorso dei tassi fino al 2027 dipenderà dai dati, in particolare dall'andamento del mercato del lavoro, dall'eventuale ripresa della crescita salariale e dalla traiettoria dell'inflazione. 5) China Galaxy Securities: reti di calcolo spingono la domanda di fibra ottica; stretta tra domanda e offerta sostiene il ciclo Un report di China Galaxy Securities rileva che la costruzione di reti di computing, in sintonia con la domanda legata all'AI, sta aumentando in modo significativo la richiesta di fibra ottica. Sia l'espansione del livello backbone delle reti di calcolo sia l'upgrade delle architetture di interconnessione ottica nei data center aprono ampie opportunità di crescita per il settore. Lo squilibrio domanda-offerta continua ad accentuarsi, portando il comparto in una fase di elevata prosperità. Sul fronte dei fondamentali, il mercato della fibra ottica vive una carenza strutturale: la domanda cresce molto più rapidamente della capacità di offerta. China Galaxy Securities prevede un ulteriore ampliamento del gap. Tra i leader con elevata autosufficienza nella produzione di preforme, gli aumenti di prezzo dovrebbero tradursi pienamente in elasticità degli utili. Il settore sta passando da un tradizionale mercato telecom ciclico a un segmento di infrastrutture di calcolo ad alta crescita.