L’UE vuole ridurre il deficit commerciale con la Cina da oltre 1 miliardo di euro al giorno: colloqui a Pechino
Riepilogo di mercato AI
I colloqui commerciali UE-Cina a Pechino mettono in evidenza il crescente rischio protezionistico, mentre l'UE cerca concessioni per affrontare un deficit di beni che ora supera 1 miliardo di euro al giorno. L'attenzione di Bruxelles sull'accesso al mercato, su potenziali restrizioni alle esportazioni cinesi, su limitazioni relative alle terre rare e sull'impennata delle importazioni di veicoli cinesi aumenta la probabilità di nuove misure commerciali. Ciò può incidere su industriali europei, auto e catene di fornitura dell'energia pulita, sostenendo l'incertezza macro nel breve termine e i premi per il rischio cross-asset.
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L’Unione europea chiederà alla Cina impegni commerciali concreti nei colloqui di alto livello in programma a Pechino questa settimana. Secondo Reuters, il commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic incontrerà il ministro del Commercio Wang Wentao, mentre cresce la preoccupazione per l’ampliamento del disavanzo europeo nel comparto merci. Il deficit supera ormai 1 miliardo di euro al giorno, aumentando la pressione sulle industrie europee che fronteggiano una concorrenza cinese sempre più forte.
Bruxelles punta a un migliore accesso al mercato per le aziende europee e a un riequilibrio più ampio dei flussi commerciali. In Commissione, però, si ritiene che l’accesso al mercato da solo non basti; per questo l’UE chiederà anche a Pechino di contenere alcune esportazioni in categorie di prodotto in rapida crescita. Gli incrementi più marcati riguardano macchinari, tessile, prodotti chimici e metalli di base.
Sefcovic porterà inoltre sul tavolo le restrizioni cinesi sulle terre rare e su altri minerali critici, considerati indispensabili per la manifattura europea e per le catene di fornitura legate alla transizione energetica.
Sotto osservazione anche l’aumento delle spedizioni di veicoli dalla Cina. Le importazioni nell’UE di ibride plug-in cinesi sono balzate dell’86% fino a settembre. Gli arrivi di auto elettriche a batteria sono cresciuti del 40%, nonostante i dazi già in vigore sui modelli prodotti in Cina. Nello stesso periodo, i prezzi delle ibride plug-in sono scesi di circa il 20%.
Bruxelles punta a risultati misurabili prima del vertice dei leader UE del 15 e 16 ottobre, in cui i rapporti commerciali con la Cina avranno un ruolo centrale.
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