Dopo un CPI più debole, le probabilità di un rialzo Fed a luglio scendono sotto il 17%
Riepilogo di mercato AI
Un CPI di giugno più debole delle attese ha resettato le aspettative di breve termine sulla Fed, spingendo le probabilità di un rialzo a luglio sotto il 17% e attenuando le preoccupazioni sulle condizioni finanziarie. Sebbene i mercati continuino a prezzare probabilità significative di rialzi più avanti nel 2026 e abbiano ridotto le aspettative di tagli a settembre, l'impulso di policy immediato si è spostato in senso dovish. Gli asset rischiosi, incluse le criptovalute, in genere beneficiano di minori probabilità di inasprimento; Bitcoin ha reagito positivamente poiché la riprezzatura dei tassi ha migliorato il sentiment e le ipotesi su liquidità.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
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Punti chiave: le probabilità di un rialzo dei tassi della Fed a luglio sono scese da 46,5% a meno del 17% dopo la pubblicazione del CPI. Nonostante il raffreddamento dell'inflazione, il mercato continua a scontare possibili strette più avanti. In parallelo, Bitcoin è risalito sopra quota 65.000 dollari, sostenuto dal miglioramento del sentiment sul comparto crypto.
Il dato sull'inflazione USA ha rimescolato le carte. Con il CPI di giugno uscito sotto le attese, le stime di un rialzo dei tassi nella riunione di luglio sono crollate da circa 46% a meno del 17%. Il mercato, però, continua a prevedere che la Federal Reserve possa intervenire ancora: le aspettative indicano due rialzi prima della fine del 2026. Sul fronte degli asset digitali, Bitcoin si è portato intorno a 65.259 dollari, mentre Ethereum ha superato 1.920 dollari.
Inflazione più bassa, attese sulla Fed riviste
A giugno l'indice dei prezzi al consumo (CPI) negli Stati Uniti è aumentato del 3,5% su base annua, sotto la stima di consenso del 3,8%. Anche il core CPI, che esclude alimentari ed energia, è rallentato al 2,6%, meglio delle attese al 2,8%. Il dato ha cambiato rapidamente il posizionamento degli investitori: prima della pubblicazione, il CME FedWatch Tool indicava probabilità intorno al 46,5% per un rialzo da 25 punti base a luglio. Dopo il CPI, la probabilità è scivolata sotto il 17%, segnalando un calo marcato delle aspettative di una stretta immediata.
Tagli non in vista, ma il mercato sconta nuovi rialzi
Il ridimensionamento delle chance di luglio non si traduce, per ora, in aspettative di tagli nel breve. Il CME FedWatch Tool mostra che il mercato prezza pienamente l'assenza di un taglio a luglio; la probabilità di un taglio a settembre è scesa al 49,9%, da quasi 76% prima del CPI. Allo stesso tempo, restano elevate le aspettative di rialzi più avanti: i dati correnti indicano il 59% di probabilità per un rialzo in ottobre e il 73,4% in dicembre. Il messaggio implicito è che gli investitori ritengono che la Fed possa tornare a irrigidire la politica monetaria se le pressioni sui prezzi dovessero riaccelerare.
Waller e Casa Bianca su posizioni diverse
All'interno della Fed, il governatore Christopher Waller ha avvertito che un nuovo rialzo resta possibile qualora l'inflazione tornasse a salire. Di segno opposto le dichiarazioni di Kevin Hassett, direttore del National Economic Council, che dopo il CPI ha sostenuto che non ci sarebbe "alcuna giustificazione" per alzare i tassi con un'inflazione inferiore alle attese, attribuendo alle recenti politiche economiche il merito dell'allentamento delle pressioni sui prezzi. "Personalmente, penso che alla Fed stiano finendo i motivi per continuare a frenare i mercati".
Un'inflazione più contenuta tende a sostenere Bitcoin e le altre criptovalute perché riduce la pressione sulla Federal Reserve a mantenere una traiettoria di irrigidimento della politica monetaria.