Bitcoin sotto quota 80.000 dollari dopo i dati sul lavoro USA oltre le attese

Riepilogo di mercato AI
Un rapporto sull'occupazione negli Stati Uniti di agosto molto più forte del previsto ha spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury e ha irrigidito le aspettative di un allentamento da parte della Fed, sostenendo il dollaro e mettendo sotto pressione gli asset rischiosi denominati in dollari. Bitcoin ha invertito la rotta dopo un massimo intraday a quattro mesi ed è sceso sotto gli 80.000 dollari, con anche l'oro in calo e le azioni statunitensi contrastate. Nonostante il ritracciamento, gli ETF spot su Bitcoin hanno comunque registrato consistenti afflussi netti, suggerendo una domanda sottostante resiliente.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
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Bitcoin ha invertito la rotta e ha ceduto terreno sotto gli 80.000 dollari dopo la pubblicazione dei dati sull'occupazione USA di agosto, risultati nettamente migliori delle stime. L'impatto si è esteso anche a oro e azioni statunitensi, mentre il mercato ha rapidamente ridimensionato le aspettative di un allentamento monetario. Secondo il Bureau of Labor Statistics, a agosto i non-farm payrolls sono aumentati di 162.000 unità, ben oltre il consenso di 53.000. Il tasso di disoccupazione è rimasto al 4,1%, in linea con le attese; i dati di giugno e luglio sono stati inoltre rivisti al rialzo. Dopo il report, le scommesse sui tassi si sono riallineate. Il CME FedWatch indica che la probabilità attribuita dai trader a un rialzo dei tassi alla riunione del 15–16 settembre è salita al 58% dal 49,4% del giorno precedente. I rendimenti dei Treasury sono saliti su tutta la curva, con il biennale ai massimi da gennaio 2025. Prima della pubblicazione, Bitcoin era arrivato a 82.240 dollari, massimo degli ultimi quattro mesi, sostenuto anche dai commenti del governatore della Fed Christopher Waller, che il giorno prima aveva segnalato una preferenza per mantenere i tassi invariati, dando fiato agli asset rischiosi nel breve. La forza del dato sul lavoro ha però ridotto quella narrativa: nel giro di pochi minuti, Bitcoin è sceso di oltre il 2%, toccando brevemente area 79.300 dollari. Tassi più alti tendono ad aumentare l'attrattività degli asset privi di rischio e a rafforzare il dollaro, dinamica che spesso pesa sugli asset rischiosi denominati in USD e sull'oro. Nonostante la correzione, il sentiment sulle criptovalute resta costruttivo. Il Fear & Greed Index di CoinMarketCap è a 75, ancora in area "greed", pur in calo rispetto alla "extreme greed" della scorsa settimana. Gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato oggi afflussi netti per 730,8 milioni di dollari, proseguendo la fase di acquisti legata al precedente rallentamento delle attese di rialzo. L'Altcoin Season Index è a 38, segnalando una preferenza del mercato per Bitcoin rispetto al comparto altcoin. A Wall Street, venerdì gli indici principali hanno chiuso in ordine sparso: Dow Jones -0,4%, S&P 500 -0,2%, Nasdaq +0,1%. L'oro è sceso brevemente in seduta fino a 4.380 dollari l'oncia. Ora l'attenzione degli investitori si sposta sulla riunione della Federal Reserve del 15–16 settembre e sul prossimo report sul lavoro USA, atteso per il 2 ottobre.