Bitcoin reagisce al rialzo dei tassi della Fed: analisti divisi sulle prospettive

Riepilogo di mercato AI
Un rialzo dei tassi della Fed di 25 pb, ampiamente atteso, ha innescato un breve calo di BTC e un rapido rimbalzo, rafforzando l'idea che le aspettative sulla politica macro rimangano il principale driver di breve termine per il rischio crypto. I commenti sono divisi: alcuni considerano i recenti minimi come un fondo duraturo, mentre altri evidenziano livelli chiave on-chain del costo medio di carico dei detentori come potenziali calamite al ribasso. I deflussi dagli ETF, rendimenti dei Treasury più elevati e le dinamiche di liquidazione aumentano la sensibilità a qualsiasi spostamento verso un rinnovato percorso di inasprimento.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
BTC/USDT+4.21%
Approfondimenti AI · BTC/USDTApprofondimenti AI
● Neutrale
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Mercoledì il mercato di Bitcoin e delle criptovalute è tornato a muoversi in modo erratico dopo l'aumento dei tassi deciso dalla Federal Reserve. La banca centrale USA ha alzato il costo del denaro di 25 punti base, portando il range obiettivo al 3,75%-4%. La mossa era ampiamente attesa, ma BTC ha comunque accusato il colpo: per un breve tratto è sceso sotto quota 75.000 dollari, per poi rimbalzare intorno a 76.400. Le letture degli analisti restano contrastanti. Doctor Profit ha liquidato la reazione ribassista, sostenendo che il minimo di ciclo sarebbe già stato segnato a 57.000 dollari. L'analista afferma di mantenere i BTC acquistati tra 60.000 e 64.000 dollari, senza intenzione di vendere. In precedenza aveva indicato 71.000 dollari come livello di "max pain" del mercato, continuando a vedere spazio per un'estensione rialzista verso 88.000. Diverso l'approccio di Ali Martinez, che dichiara di essere pronto a un'altra ondata di vendite. Il livello chiave, secondo lui, è lo Short-Term Holder Realized Price di Bitcoin vicino a 71.200 dollari; in caso di ulteriore discesa, quell'area diventerebbe una possibile zona di accumulo. Santiment segnala intanto un forte aumento delle conversazioni sui social su FOMC, tassi e rialzo da 25 punti base in avvicinamento alla riunione. Prima ancora della decisione, Bitcoin era già sotto pressione: il prezzo aveva ritracciato dopo l'esito sfavorevole del giorno precedente sul CLARITY Act. A pesare anche deflussi dagli ETF, rendimenti dei Treasury in rialzo e liquidazioni. Il nodo ora è capire se l'aumento resti un episodio isolato o l'inizio di un nuovo ciclo di restrizione monetaria. Le ultime proiezioni della Fed indicano almeno un ulteriore rialzo nel 2026, mantenendo la traiettoria della politica monetaria al centro dell'attenzione per i trader crypto. Secondo Santiment, nelle ultime settimane una parte del mercato aveva preso in considerazione scenari di rialzi ben più aggressivi. Le nuove indicazioni delineano invece uno scenario base meno severo, con un ulteriore intervento da 25 punti base come punto centrale delle attese. Per Bitcoin, la prossima fase dipenderà soprattutto dalle aspettative sulla Fed: inflazione in rallentamento, calo dei prezzi dell'energia o dati macro più deboli potrebbero spostare le previsioni verso una linea più morbida; un'inflazione persistente avrebbe l'effetto opposto. "La tesi rialzista è che i trader avessero già prezzato un percorso molto più negativo: il primo rialzo è alle spalle e un ulteriore intervento potrebbe risultare gestibile se l'inflazione iniziasse finalmente a raffreddarsi. Nel mondo crypto, da qui in avanti potrebbe contare molto più la direzione delle aspettative che non i 25 punti base appena arrivati". Il post "Bitcoin (BTC) Reacts to Fed Rate Hike: Analysts Split on What Comes Next" è apparso per la prima volta su CryptoPotato.