13h fa
Bonta blocca i colloqui di patteggiamento su Paramount-Warner Bros. Discovery: “Smettete di fare giochetti”
Il procuratore generale della California Rob Bonta ha fatto interrompere i colloqui di patteggiamento tra Paramount e Warner Bros Discovery, accusando le società di “fare giochetti”. In precedenza, Bonta e altri procuratori generali avevano già presentato una causa antitrust per fermare la fusione. Se l’operazione venisse bloccata, potrebbe portare alla cessione di asset di Warner Bros. e a oltre 1 miliardo di dollari di “tickingclock” fees prima del processo di marzo.
13h fa
7-30
Cinemark segna un record con ricavi trimestrali a 1,09 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2026 grazie alla ripresa del box office
Cinemark ha pubblicato i risultati del secondo trimestre 2026, registrando ricavi totali pari a 1,09 miliardi di dollari, in aumento del 15,5% su base annua. I ricavi da biglietteria sono saliti a 540 milioni di dollari e quelli da vendite di bar e ristorazione a 433,3 milioni di dollari, entrambi massimi trimestrali. L’utile netto è stato di 140,8 milioni di dollari, con un EPS di 1,20 dollari, in netto miglioramento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La società ha attribuito l’andamento a un’offerta di film più ampia e continuativa da parte degli studios di Hollywood, che ha sostenuto la ripresa del botteghino.
7-30
7-23
IMAX aumenta ricavi e utili nel Q2 2026 grazie alla corsa agli schermi premium
IMAX ha pubblicato i conti del secondo trimestre 2026 con ricavi pari a 1.028 milioni di dollari (+12% su base annua) e un utile netto di 15,9 milioni di dollari (+30%). L’utile per azione rettificato è stato di 43 centesimi, in aumento del 65%. Tra i fattori di spinta c’è la forte performance delle proiezioni esclusive in IMAX del nuovo film di Christopher Nolan, “The Odyssey”, che nel weekend di apertura ha incassato 52 milioni di dollari a livello globale in IMAX.
7-23
6-20
Regno Unito, Canada e Australia puntano a vietare i social agli under 16, ma l’efficacia resta incerta
Regno Unito, Canada, Australia e diversi Paesi dell’UE stanno spingendo per limitare o vietare l’uso dei social ai minorenni tra i 14 e i 16 anni, mentre il divieto australiano per gli under 16 è in vigore da sei mesi. In parallelo, l’Unione europea ha avviato una procedura formale ai sensi del Digital Services Act (DSA) su Meta, accusandola di non proteggere adeguatamente i minori da cyberbullismo e adescamento. Meta è indicata esplicitamente e rischia sanzioni fino al 6% del fatturato annuo globale, segnando un irrigidimento della pressione regolatoria.
6-20