10-3
Flussi di greggio dal Golfo restano vicini ai livelli prebellici mentre cresce la pressione sullo Stretto di Hormuz
I Paesi del G7 hanno accettato di rilasciare 100 million barrels dalle riserve strategiche per frenare i prezzi, mentre la Russia ha esteso il divieto di esportazione di diesel e le sue spedizioni sono stimate in calo del 40% quest’anno. Una nota di JP Morgan afferma che le esportazioni complessive della regione risultano inferiori di circa 11 per cent rispetto ai livelli prebellici, anche includendo la produzione iraniana bloccata dal blocco statunitense. Nonostante la tensione, emergono segnali di allentamento sul fronte dello Stretto di Hormuz, mentre resta aperto il problema dei prodotti raffinati e del diesel in forte rincaro.
10-3
9-29
I costi di finanziamento del governo britannico toccano un nuovo massimo dopo il balzo del petrolio
I costi di finanziamento del governo britannico sono saliti ai massimi dalla crisi finanziaria del 2007, dopo che il rialzo del petrolio ha riacceso i timori di inflazione e spinto gli investitori a vendere debito sovrano. Il Brent è arrivato a guadagnare fino al 6% a $108 al barile, facendo aumentare anche i rendimenti dei titoli di Stato di Francia, Germania, Italia e Giappone. Il rendimento del decennale britannico era al 4.9% in luglio e ogni aumento di un punto percentuale comporta un costo di £12 billion per l’Exchequer.
9-29
9-29
Andy Burnham farà pressioni su Trump contro un divieto USA all’export di diesel, con timori di carenze nel Regno Unito
Nel Regno Unito il prezzo del diesel è salito lunedì a 199,18 pence al litro, toccando un nuovo record. Le riserve di diesel del Paese coprono solo 42 giorni, il secondo livello più basso al mondo. Il mercato teme che eventuali restrizioni alle esportazioni statunitensi possano innescare acquisti di panico simili al 2022, aggravando le tensioni sull’offerta. Anche la benzina senza piombo ha raggiunto una media di 174,13 pence al litro e il pieno per un’auto familiare arriva a quasi 96 sterline.
9-29
9-21
Guasto al controllo del traffico aereo nel Regno Unito: voli bloccati e nuovi ritardi nel Nord
Un guasto tecnico al sistema di controllo del traffico aereo britannico gestito da Nats ha provocato ritardi diffusi sui voli nel nord dell’Inghilterra, in Scozia e in Irlanda del Nord. Si tratta del secondo episodio simile in un mese, anche se la società ha detto che non è collegato all’interruzione di sei ore dell’8 settembre. Entro l’ora di pranzo risultavano cancellati oltre 200 voli, mentre Ryanair ha indicato che più di 25.000 passeggeri potrebbero subire disagi e oltre 140 voli hanno accumulato ritardi superiori a tre ore. Nats è controllata al 49% dal governo britannico e tra gli azionisti figurano anche compagnie come EasyJet e British Airways.
9-21
9-17
Il farmaco anti-cancro al seno Enhertu di AstraZeneca sarà disponibile in Inghilterra dopo l’accordo con il NHS
Il NHS ha raggiunto un accordo per rendere disponibile in Inghilterra Enhertu, il farmaco di AstraZeneca che in precedenza era stato respinto perché ritenuto troppo costoso. La decisione segue la revisione dei criteri di costo-efficacia, con l’innalzamento delle soglie applicate dal sistema sanitario. Il trattamento ha un costo commerciale annuo superiore a 100.000 sterline ed era finora accessibile nel Regno Unito solo in Scozia. La modifica è stata collegata alla minaccia di Donald Trump di imporre un dazio del 100% sulle esportazioni farmaceutiche verso gli Stati Uniti.
9-17
9-15
Nel Regno Unito rallentano occupazione e crescita dei salari
Nel Regno Unito, nei tre mesi fino a luglio la retribuzione media annua (bonus inclusi) è aumentata del 3,9%, il ritmo più lento da novembre 2020, in calo dal 4,2% precedente. Nel settore privato, la crescita dei salari al netto dei bonus è scesa al 2,9%. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 4,9%, in linea con le attese. La Bank of England ha indicato che la dinamica salariale deve stabilizzarsi nell’area del 2-3% per mantenere l’inflazione al 2%.
9-15